STORIA TC CORRADINA Il Tennis Club Corradina sorge a Legnago (VR) nel lontano 1946: un anno dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia cominciava la sua ripresa … non solo economica.

Corradina, era la tenuta agricola più a nord dei possedimenti agrari del barone Treves.

Le altre due tenute erano la Bragadina e la Rosta: la prima è pressoché adiacente alla Corradina; l’altra, è situata dopo la frazione di Vangadizza; si estende verso la Valle, verso Torretta, ed ora ospita il campo di aviazione della Bassa Legnaghese.

La tenuta agricola Corradina, invece, giaceva appena fuori Legnago: al di là della ferrovia, che, sopraelevata, era situata dietro l’importante Zuccherificio (il primo d’Europa nel processo della baritazione), al posto del quale ora si trova il Centro Commerciale.

L’importanza storica della tenuta agricola Corradina deriva dal fatto che per la prima volta al mondo venne in essa sperimentata (su iniziativa del proprietario: Barone Treves De Bonfili, Ingegner Gastone) la “aratura elettrica mediante produzione propria della stessa energia”, generata da turbine idroelettriche installate in una apposita derivazione del canale Bussé.

Il Barone Treves, come detto, non era solo un attivissimo e ricchissimo ebreo di storica discendenza (come attestano gli omonimi palazzi in Padova e Venezia), ma un uomo geniale, precorritore dei tempi e di sconfinati interessi: tecnico-scientifici, agrari, commerciali (possedeva pure navi mercantili), artistici … perfino sportivi.

Pertanto, ebbe certamente gioco facile (ma con questo non si vuole diminuirne il merito) il Dottor Guido Sandrini, allorché chiese al barone di essere il mecenate della rifondazione del tennis in Legnago: il campo, con paletti di recinzione in legno catramato e rete in semplice ferro, fu costruito, con buona orientazione e tecnica perfetta: il drenaggio era assicurato da ghiaia, naturalmente differenziata, e (essendo allora introvabile la torba) da fascine di legna che lo rendono tuttora il primo campo praticabile dopo temporali o piogge persistenti.

Il campo, costruito con manodopera delle maestranze del barone e con il materiale personalmente acquistato dal Dottor Guido Sandrini (allora tennista di seconda categoria e precisamente il 70° giocatore d’Italia) era ubicato in quell’oasi di verde che si ammira tuttora.

Unica storica differenza è che oggi il sito è privato del passaggio di quello speciale trenino, a scartamento ridotto, che per molti anni ha direttamente trasportato, dalla campagna allo zuccherificio, la sterminata quantità di barbabietole prodotte nei terreni limitrifi il campo da tennis.

Di contro, però, vi troviamo una graziosa, ben ambientata baita, che magnificamente sostituisce il vecchio, spartano (era un residuo militare), originario capanno.

Il terzo socio fondatore, del Tennis Club Corradina, fu il Prof. Luigi Benacchio, già esperto tennista e primario di chirurgia all’ospedale civile di Legnago. I più anziani lo ricordano bene perché ha sempre giocato in tenuta perfettamente bianca, con i pantaloni lunghi.

Fin da subito il Tennis Club Corradina fu affiliato alla Federazione Italiana Tennis, per questo è uno dei più anziani dei Circoli Federati d’Italia, ma per anni, erano tempi magri, il Club fu frequentato da pochi soci facoltosi e/o da amici ospiti: illustri o nel campo professionale o in quello prettamente tennistico.

Il dott. Guido Sandrini, fautore di tutto ciò, coprì anche l’incarico di Consigliere Nazionale della FIT ed ospitò a giocare sull’amato “suo” campo della Corradina diversi giocatori di fama internazionale, di cui era ottimo amico.